Il festival Volambetohaka: la festa dell'anno nella regione di Amoron'i Mania

Il festival Volambetohaka: la festa dell'anno nella regione di Amoron'i Mania

Il festival Volambetohaka: la festa dell'anno nella regione di Amoron'i Mania

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Madagascar è un'isola ricchissima di eventi culturali. Quasi ogni regione possiede un festival specifico. Vale a dire l'« Alahamadibe » per i Merina; il « Fitampoha » per la regione di Boeny;

11 sett. 2018

Madagascar è un'isola ricchissima di eventi culturali. Quasi ogni regione possiede un festival specifico. Vale a dire l'« Alahamadibe » per i Merina; il « Fitampoha » per la regione di Boeny; il « Sambatra » nella parte di Mananjary; il « Donia » per Nosy Be; il « Jerijery » di Analanjirofo e il « Volambetohaka » della regione di Amoron'i Mania. Ammirare questi festival è imprescindibile durante il vostro viaggio a Madagascar.

Volambetohaka, identità di Amoron'i Mania

Nella regione di Amoron'i Mania (nella parte sud degli Altopiani dell'isola), l'anno è diviso in due periodi: il « Volandrimorimo » (dal 15 settembre al 14 marzo), un periodo di dura prova della vita nella società, consacrato ai lavori agricoli. Il « Volambetohaka » (dal 15 marzo al 14 settembre) è un periodo di festività, costruzione e raccolta del riso. Il festival si svolge alla fine di agosto ed è ispirato a questo secondo periodo dell'anno, è piuttosto culturale e artistico. È stato creato nel 1995, ma è divenuto noto nel 1998. Il nome è composto da « volana » che significa luna e « tohaka » che significa gioia. Questo festival si svolge ogni due anni in uno dei distretti di Amoron'i Mania, cioè a turno ad Ambositra, Ambatofinandrahana, Fandriana e Manadriana. Ha l'obiettivo di far conoscere e promuovere gli aspetti tipici culturali e artistici della regione. Permette inoltre di rafforzare la solidarietà e lo scambio tra i « betsileo tavaratra » (etnia della regione). Il festival intende valorizzare la cultura malgascia, soprattutto quella di Amoron'i Mania.

Quattro giorni di celebrazione completa

Il festival dura 4 giorni. I partecipanti sono i rappresentanti dei cinque distretti della regione in ogni ambito di attività. Il 1º giorno: c'è il « toakaja » (rendere onore). È l'accoglienza dei partecipanti e degli ospiti. Le autorità locali offrono alcol tipico betsileo agli ospiti, seguito dai « sokela betsileo » (discorsi propri dell'etnia) e da intrattenimenti culturali. Il 2º giorno: l'apertura ufficiale è composta da un carnevale, da un discorso ufficiale e da un vernissage. A mezzogiorno, gli organizzatori offrono un pasto comune e la condivisione di carne di zebù. La giornata prosegue con intrattenimenti culturali e un grande ballo popolare, dove si danza il kidodo, una danza Betsileo. Il 3º giorno: molto presto al mattino, c'è la circoncisione tradizionale collettiva, seguita da una « tevika zazavavy » (piercing delle giovani donne). Successivamente, viene fatta una dimostrazione di richiesta di matrimonio tradizionale. Sì, le richieste di matrimonio a Madagascar devono seguire un intero protocollo. Per concludere questa giornata, potrete assistere al « fetrika » (una sorta di boxe tradizionale) e a combattimenti di galli. Il 4º giorno: al mattino, il combattimento di zebù apre questo ultimo giorno. Poi ha luogo il « savika », durante il quale un uomo monta uno zebù molto robusto e deve stare sulla sua gobba per abbattere l'animale, una delle specificità di Fianarantsoa. Alla fine della giornata, per chiudere il festival, avviene la consegna dei premi e il passaggio della bandiera al distretto che ospiterà il « Volambetohaka » per l'edizione successiva.

Questo programma varia in base all'organizzazione del distretto che accoglie il « Volambetohaka ». Questo festival è davvero ricco di festività ancestrali, di usi e costumi betsileo e di vari discorsi e palesi specifici della regione. Assistere a questo festival durante il vostro circuito a Madagascar sarà un'esperienza straordinariamente arricchente.

Charlène Nomadays
Redattrice SEO sin dall'inizio presso Nomadays, divenuta content manager e responsabile del polo comunicazione, Charlène accompagna l'avventura fin dagli inizi con passione e fedeltà. Dopo aver vissuto sette anni in Asia – dalla Cina alla Tailandia, passando per la Mongolia e la Corea del Sud – ha fatto del viaggio una maniera di essere al mondo. Innamorata delle parole, della natura e degli incontri, si dedica a trasmettere nei suoi testi una visione sensibile, consapevole e responsabile del turismo. Ogni articolo è per lei un ponte tra curiosità, rispetto e meraviglia.

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