Il filanjana, antico mezzo di trasporto della nobiltà malgascia
Il filanjana era il mezzo di trasporto della nobiltà durante l'epoca della regalità malgascia e della colonizzazione francese. Marcava lo status, la nobiltà e la ricchezza di un individuo e rappresentava anche un eccellente mezzo di trasporto quando i percorsi carrabili erano ancora inesistenti.
12 nov. 2018Il filanjana era il mezzo di trasporto della nobiltà durante l'epoca della regalità malgascia e della colonizzazione francese. Marcava lo status, la nobiltà e la ricchezza di un individuo e rappresentava inoltre un eccellente mezzo di trasporto quando i percorsi carrabili erano ancora inesistenti.
Sedie a portantina, Palanchini, Filanjana
Il filanjana appartiene alla famiglia delle sedie a portantina che esistevano già nell'Egitto antico e durante il regno della dinastia Han (206-220 d.C.). Venivano utilizzate durante le festività religiose o le cerimonie ufficiali per trasportare il sovrano e le divinità. A Madagascar, i palanchini furono introdotti dagli Zafiraminia, gruppo di coloni musulmani arrivati sull'isola nell'XI o nel XII secolo dalla costa sud-orientale. Il filanjana consiste in una sedia stretta ricoperta di cuoio e munita di due lunghi stangoni. Il suo utilizzo era allora riservato ai membri della famiglia reale, ai capi delle armate, ai notabili e all'élite dei giudici. È possibile vederne alcuni al Museo della fotografia (Anjoy – Antananarivo) nella serie di fotografie dedicata a « Piccola storia del trasporto a Madagascar: dal 'filanjana' all'aliscafo ». Questa esposizione è presente fino ad aprile 2019.
I borizano: portatori di filanjana
Esistevano due tipi di portatori, detti borizano (borghesi) o maromita, ossia coloro che erano specializzati nel trasporto di viaggiatori (mpilanja) e coloro che erano assunti per trasportare merci (mpaka entana o mpitondra entana). Erano uomini vigorosi e giovani destinati a esercitare questo mestiere. Amavano il loro lavoro nonostante le fatiche e i pericoli e rimpiangevano sempre di dover lasciare il loro incarico. Erano naturalmente allegri e di buon carattere e si impegnavano a non far mai scendere l'occupante dalla sua sedia, indipendentemente dalla difficoltà del percorso. Indossavano un akanjo (camicia di rafia) che ricopriva il loro perizoma, un lamba (pezzo di stoffa bianca) avvolto intorno ai fianchi. Per un lungo viaggio, riponevano un cucchiaio, alcune provviste e un indumento di ricambio in una tasca dietro l'akanjo. Portavano un cappello che serviva loro anche come piatto e filtro per l'acqua. Poi gli accessori indispensabili per il viaggio: un rosario infilato con amuleti che serviva da protezione contro i molteplici pericoli, in particolare i coccodrilli. (Il panama malgascio, Christine Ranarivelo – Éditions Harmattan)
Mezzo di trasporto adeguato
Prima della colonizzazione francese, i sovrani merina avevano volontariamente chiuso le strade tra il Centro e la costa, al fine di evitare l'invasione dei Francesi e degli Inglesi. I sentieri esistenti erano difficili da raggiungere e cambiavano in base alla pioggia, al letto dei corsi d'acqua e ad altri fattori climatici. In totale assenza di percorsi carrabili, il filanjana era il mezzo di trasporto per eccellenza.
Cultura e TradizioneStoriaTurismoTrucchi e ConsigliCharlène NomadaysRedattrice SEO dai primi giorni presso Nomadays, divenuta content manager e responsabile del settore comunicazione, Charlène accompagna l'avventura sin dagli inizi con passione e fedeltà. Dopo aver vissuto sette anni in Asia – dalla Cina alla Tailandia, passando per la Mongolia e la Corea del Sud – ha fatto del viaggio un modo di stare al mondo. Amante delle parole, della natura e degli incontri, si impegna a trasmettere nei suoi testi una visione sensibile, consapevole e responsabile del turismo. Ogni articolo è per lei un ponte tra curiosità, rispetto e meraviglia.

