Il massiccio Makay secondo Tolo, una passione condivisa

Il massiccio Makay secondo Tolo, una passione condivisa

Il massiccio Makay secondo Tolo, una passione condivisa

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All'inizio, gli incontri con i Bara – l'etnia che vive in queste regioni – sono stati delicati. Erano diffidenti e facevano fatica ad accettare che fossimo lì per scoprire la bellezza di questa

05 lug. 2016All'inizio, gli incontri con i Bara - l'etnia che vive in queste regioni - sono stati delicati. Erano diffidenti e facevano fatica ad accettare che fossimo lì per scoprire la bellezza di questa natura. Il fatto che venissimo dall'esterno, senza altre motivazioni che quella di scoprire questo luogo unico, li ha sorpresi profondamente. Con pazienza, ci sono volute tre spedizioni per arrivare a farci accettare e dimostrare le nostre buone intenzioni. Il nostro approccio era chiaro e senza secondi fini.

Insieme, con le guide locali e i portatori, abbiamo percorso il massiccio in ogni direzione. Abbiamo fatto incontri, abbiamo vissuto esperienze straordinarie e, poco a poco, abbiamo scambiato le nostre visioni e i nostri saperi. Il rispetto reciproco e la fiducia si sono stabiliti naturalmente, con il tempo. Oggi, le diverse famiglie Bara sulle pendici orientali del Makay mi considerano loro amico. Per alcuni, sono diventato il loro padre, e qualcuno, per rispetto, mi chiama Dada Tolo, Papa Tolo. Eppure non siamo della stessa etnia.

Loro sono Bara e io Merina, due etnie che si sono fatte guerra, cosa difficile da dimenticare ancora oggi per molti. I Bara sono di origine africana, bantu. Sono grandi allevatori di zebu semi-nomadi. Noi, sugli altopiani, lavoriamo la terra e siamo di origine melanesiana. Sebbene siamo tutti malgasci, abbiamo fatto vere scoperte gli uni sugli altri. La fiducia reciproca che si è creata mi ha permesso di conoscere bene le loro usanze e la loro lingua, diverse dalla mia.



Una sera, al fuoco, stavamo discutendo del futuro del nostro paese e dei pericoli che affrontiamo. Ho capito che loro erano i primi attori della difesa del loro ambiente, e sempre più i giovani, nel trasmettere questo messaggio di protezione della natura. Questa consapevolezza è il risultato più gratificante ai miei occhi. Dà un vero significato alla mia presenza al loro fianco da più di 10 anni.

Oggi, l'intero massiccio del Makay diventa Nuova Area Protetta. In Détours Madagascar, siamo coinvolti nella sua protezione e gestione insieme a Naturevolution, organismo mandatato dallo Stato malgascio. "Questa conservazione deve essere controllata e deve tenere conto delle aspirazioni di tutti."

Antananarivo, 15 giugno 2016

Il massiccio Makay secondo Tolo, una passione condivisa
" Nel Makay, vivo pienamente la mia passione. Lo considero come la mia altra casa. Ho imparato molto in questo massiccio arenaceo dal 2006, la prima volta che ho messo piede nella sua parte Sud, che è oggi la sua regione più conosciuta. "

NotiziePopoli ed EtnieTurismoCharlène NomadaysRedattrice SEO fin dalle origini di Nomadays, diventata content manager e responsabile della comunicazione, Charlène accompagna l'avventura sin dagli inizi con passione e fedeltà. Dopo aver vissuto sette anni in Asia – dalla Cina alla Tailandia, passando per la Mongolia e la Corea del Sud – ha fatto del viaggio una maniera di stare al mondo. Innamorata delle parole, della natura e degli incontri, si dedica a trasmettere nei suoi testi una visione sensibile, consapevole e responsabile del turismo. Ogni articolo è per lei un ponte tra curiosità, rispetto e meraviglia.

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