Il Grande Sud, l'Estremo Sud del Madagascar

Il Grande Sud, l'Estremo Sud del Madagascar

Il Grande Sud, l'Estremo Sud del Madagascar

Minerale e arido, il Sud è uno scenario di savana erbacea, di grandi spazi. È il paese dei pastori Bara e dei razziatori di zebu. È nel cuore di questa regione semi-desertica che risiede la magia

Minerale e arido, il Sud è uno scenario di savana erbacea, di grandi spazi. È il paese dei pastori Bara e dei razziatori di zebu. È nel cuore di questa regione semi-desertica che risiede la magia contorta dei massicci dell'Isalo e dell'Andringitra. Nonostante la sua asprezza, la regione possiede una straordinaria ricchezza naturale e umana, come testimoniano i raffinati sepolcri di pietra decorati di totem. Ancora più a sud, la punta meridionale dell'Isola è la regione più arida e più selvaggia del Madagascar. La « terra delle spine » ospita specie vegetali strane (Didiereas, Alluaudia…) nonché rettili e uccelli inaspettati.

Scendendo verso il Grande Sud da Fianarantsoa, i paesaggi cambiano bruscamente: ai ravinala (albero del viandante) si sostituiscono le piante succulente, alle risaie gli affioramenti rocciosi, alla freschezza un sole cocente. La temperatura supera facilmente i 30° C, e la regione riceve appena 400 mm di precipitazioni all'anno. Per scoprire le meraviglie del Sud malgascio, sarebbe imprudente partire tra maggio e agosto: l'inverno mitiga leggermente il calore torrido e il vento Tsiokatimo spazza l'intera costa, favorendo la navigazione da diporto.

La prima tappa è il parco nazionale dell'Isalo, a Ranohira, i cui massicci di arenaria dalle forme rovinate, solcati da canyon profondi, sono stati acclamati dall'Unesco. Il paesaggio ricorda quello del plateau del Colorado nel sud-ovest degli Stati Uniti. Il vento, la pioggia e l'erosione hanno scolpito insieme complessi geologici sontuosi a forma di archi e guglie, ai cui piedi riposano piscine naturali. La vista incomparabile sulla finestra dell'Isalo al tramonto è un colpo al cuore. A parte i lemuri, che sono agili tanto nelle foreste umide dell'Est quanto nella savana del bush, le specie incontrate sono endemiche del parco. Aloe, euforbiacee, kalanchoé e rane dai motivi colorati abitano i pendii rocciosi. Hanno sviluppato una capacità di adattamento all'ambiente ingrato e ostile del deserto.

Nel sud-ovest del Madagascar, la stazione balneare di Ifaty seduce con le sue sconfinate spiagge di sabbia bianca e la sua laguna circondata da barriere coralline. La passeggiata sul lungomare sarà un'occasione per avvistare le balene megattere, visibili in inverno, quando migrano verso le acque tiepide del canale del Mozambico. Gli amanti del trekking attraverseranno con gioia il bush dell'entroterra. Le piante grasse predominano, come l'Euphorbia stenoclada, i cui rami privi di foglie ricordano quelli di un corallo, oppure la Didierea, che presenta un tronco robusto e tarchiato coperto di punte spinose sparse dappertutto, simili ai tentacoli di un gigantesco polpo. Cactus dalle sembianze di candele, colonne o raggomitolati come zucche costellano la macchia. La laguna Ranobe è il punto di partenza per un'escursione in barca verso Ambohimailaka e Madiorano, rinomate stazioni balneari. Durante il ritorno, una breve sosta s'impone al parco nazionale di Zombitse, noto per ospitare specie avifaunistiche endemiche, prima di proseguire verso l'area protetta del Tsinjoriake, dove l'osservazione degli uccelli si sposa con un trekking avventuroso nelle grotte e l'attraversamento di magnifiche mangrovie, senza dimenticare l'attrazione dei rituali animisti. Per aderire al turismo solidale, i visitatori sono incoraggiati a tessere relazioni con le popolazioni autoctone: scoprire la loro arte della pesca, la loro tecnica di sfruttamento delle risorse marine, la loro cucina creativa che utilizza alghe rosse, polpi o cetrioli di mare.

Incontro con le etnie del Grande Sud

Il patrimonio naturale non è l'unico oggetto di curiosità. I costumi dei Bara, degli Antandroy e dei Mahafaly meritano tutto il vostro interesse. Hanno ereditato dai Bantu la tradizione agro-pastorale, l'attaccamento alle terre di savana e il culto degli spiriti. Il furto di bestiame è qui uno sport universale consacrato dagli usi. Nonostante le forze dell'ordine lo considerino un grave reato sociale, un uomo non può sfuggire a questo rituale se vuole prendere moglie ed essere accettato dalla comunità. Tra i Bara, la fortuna di un uomo non dipende dal suo conto bancario, ma piuttosto dall'importanza del suo gregge, dal suo coraggio nel impadronirsi dei buoi senza farsi arrestare e dal grande numero delle sue concubine. Passando per un villaggio Mahafaly, nel sud-ovest del Madagascar, potrete assistere a una cerimonia funebre che a volte dura settimane. Per celebrare il passaggio del defunto nell'aldilà, i suoi parenti si dedicano a libagioni abbondanti, sacrificano zebu in quantità e costruiscono una tomba monumentale in pietra, decorata di un vatolahy (pietra eretta di 2 metri di altezza) in segno di memoriale. Osservare il trapianto del riso, degustare miele selvatico, provare il trekking su un carro trainato da zebu, scoprire il know-how degli artigiani locali, immergersi nell'atmosfera festiva dopo il raccolto... L'immersione nell'Estremo-Sud del Madagascar riserva un'esperienza culturale senza precedenti. La civiltà di questi popoli del Sud è dominata dal bue: è la fonte di letame, serve come mezzo di trasporto e moneta di scambio, garantisce il rispetto e la stima dell'entourage e assicura una vita felice dopo la morte. Ha persino dato origine a uno spettacolo popolare: il tolon'omby, uno spettacolo di tauromachia malgascia dove gli uomini più intrepidi si affrontano montando un toro infuriato sotto gli evviva della folla. Da non perdere per nessuna ragione!

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